Sony ha iniziato a implementare misure di verifica dell’età per gli utenti PlayStation nel Regno Unito e in Irlanda. Questa mossa è una risposta diretta all’inasprimento delle norme sulla sicurezza digitale volte a proteggere i minori dai rischi online.
I nuovi requisiti e scadenze
Sebbene il processo di verifica sia attualmente in fase di introduzione, diventerà obbligatorio entro giugno 2026. Sony ha delineato una chiara distinzione tra ciò che gli utenti possono e non possono fare in base al loro stato di verifica:
- Cosa rimane accessibile: Gli utenti che non verificano la propria età possono comunque giocare, accedere al PlayStation Store, guadagnare trofei e godersi i contenuti per giocatore singolo.
- Cosa sarà limitato: La mancata verifica comporterà la perdita delle funzionalità social e interattive, tra cui:
- Chat vocale, messaggi di testo e sessioni di feste/gruppi.
- Streaming live su piattaforme come YouTube e Twitch.
- Integrazioni di terze parti come Discord.
- Funzionalità social del gioco come la condivisione dei contenuti.
Sony ha notato che man mano che i singoli editori di giochi aggiornano i propri sistemi, potrebbero seguire ulteriori restrizioni all’interno del gioco.
Come funziona la verifica
Per rispettare gli standard legali, Sony offre agli utenti tre metodi distinti per confermare la propria età:
1. Documentazione governativa: presentazione di un passaporto, patente di guida o carta d’identità nazionale validi.
2. Stima del viso: utilizzo di una scansione facciale basata su selfie per stimare l’età.
3. Verifica operatore di telefonia mobile: verifica dell’età tramite i dati forniti dal gestore di telefonia mobile di un utente.
Sony utilizza Yoti, un fornitore di servizi di identità che è diventato uno standard nel settore. Ciò segue una traiettoria simile a quella di Microsoft, che ha implementato controlli di età comparabili per Xbox nel luglio 2025.
Il panorama normativo: perché è importante
Questo cambiamento non è una mossa volontaria di Sony, ma una necessità dettata dall’Online Safety Act del Regno Unito. Questa legislazione impone che le piattaforme online attuino misure efficaci per proteggere i bambini da contenuti dannosi e potenziali predatori online.
La spinta per una supervisione digitale più rigorosa fa parte di una tendenza legislativa più ampia. Negli Stati Uniti, il Kids’ Internet and Digital Safety Act, un disegno di legge bipartisan introdotto a marzo, prende di mira specificamente i fornitori di videogiochi, imponendo loro di istituire tutele per gli utenti più giovani.
L’implementazione di questi strumenti evidenzia una crescente tensione nel settore tecnologico: l’equilibrio tra la privacy dell’utente e la sicurezza dei bambini. Sebbene queste misure mirano a creare un ambiente più sicuro per i minori, richiedono agli utenti di condividere dati biometrici o legali sensibili con servizi di terze parti, sollevando domande continue sulla sicurezza dei dati e sull’identità digitale.
La transizione verso la verifica obbligatoria dell’età segna un cambiamento significativo nel modo in cui operano gli ecosistemi di gioco, passando da piattaforme sociali aperte ad ambienti altamente regolamentati progettati per mitigare i rischi online.



























