Regolamento tecnologico UE vs. USA: un divario sempre più profondo

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Il rapporto tra gli approcci europeo e americano alla regolamentazione digitale è sempre più teso, segnato dalla frustrazione reciproca e dalla rottura di una cooperazione significativa. Mentre le voci americane spesso criticano il quadro legislativo dell’Unione Europea definendolo una violazione della libertà di parola, gli europei in gran parte respingono queste preoccupazioni come irrilevanti per la loro sovranità e la tutela dei consumatori. Questo non è un dibattito su principi astratti; riguarda il potere, i mercati e il futuro di Internet.

Perché lo scontro è importante

La tensione fondamentale nasce da filosofie fondamentalmente diverse. Gli Stati Uniti danno priorità a un’esperienza utente universale a livello globale per le piattaforme digitali, il che significa che le normative UE influiscono direttamente sul modo in cui le aziende americane operano in tutto il mondo. L’UE, nel frattempo, afferma il proprio diritto di definire regole che riflettano i valori e le esigenze europee all’interno del suo mercato di 450 milioni di consumatori. Non si tratta solo di politica digitale; si tratta dell ‘”effetto Bruxelles”, in cui le normative UE diventano standard globali, plasmando le norme tecnologiche internazionali.

Questo è importante perché: l’ambizione dell’UE di modellare la regolamentazione globale, combinata con la competizione tecnologica degli Stati Uniti con la Cina, rende inevitabili gli attriti transatlantici. Le aziende americane temono un’eccessiva regolamentazione, mentre gli europei insistono nel fissare le proprie condizioni.

La rottura del dialogo

I tentativi di cooperazione, come l’accordo commerciale UE-USA, falliscono ripetutamente a causa degli estremisti di entrambe le parti che traggono vantaggio dal conflitto. In Europa, un settore normativo ben consolidato difende le regole esistenti, mentre alcune voci americane si impegnano in una improduttiva retorica anti-UE, infiammando ulteriormente le tensioni. Questo ciclo di escalation mette in ombra i moderati che riconoscono i vantaggi reciproci della partnership.

La prospettiva dell’UE: sovranità e bisogni locali

Gli europei non stanno semplicemente ignorando le argomentazioni costituzionali americane; li considerano in gran parte irrilevanti. Un grande mercato unico ha il diritto di definire le proprie regole e l’UE ritiene di avere la leva per farlo. Tuttavia, il cambiamento è lento e difficile all’interno dell’UE. La Commissione incontra resistenze anche da parte di coloro che riconoscono la necessità di semplificazione, poiché forti interessi dipendono dalla complessità delle normative esistenti.

La prospettiva americana: portata e influenza globali

La prospettiva statunitense è guidata dall’impatto delle norme dell’UE sulle piattaforme globali. Le aziende americane temono che la legislazione europea soffochi l’innovazione e limiti la libertà di parola per gli utenti di tutto il mondo. L’ambiguità di alcune normative dell’UE si aggiunge all’incertezza, creando un costante stato di crepuscolo normativo.

Il quadro più ampio: interdipendenza e interessi strategici

Entrambe le parti devono riconoscere che nessuna delle due opera nel vuoto. Il disaccoppiamento totale non è realistico in un’economia globale interconnessa. Il resto del mondo sta guardando e alcune nazioni stanno beneficiando delle lotte intestine transatlantiche. L’interesse strategico a lungo termine sia per gli Stati Uniti che per l’UE risiede nel dialogo sostenuto, non nell’ostentazione.

La linea d’azione più logica al momento è pensare a lungo termine – allargare lo zoom per valutare la partnership tecnologica UE-USA nel contesto dei partenariati tra, ad esempio, Cina e Russia, e prendere qualsiasi dichiarazione grandiosa con le pinze.

L’attuale situazione di stallo è insostenibile. Entrambe le parti perderanno di più se una collaborazione significativa verrà ulteriormente rinviata. Un approccio pragmatico, incentrato sugli interessi reciproci piuttosto che sugli scontri ideologici, è essenziale per orientarsi nel futuro della regolamentazione digitale.