L’app per la registrazione delle chiamate Neon è stata rilanciata silenziosamente sia sull’App Store iOS che sul Google Play Store, poco più di un mese dopo essere improvvisamente scomparsa tra gravi difetti di sicurezza e dibattiti sulla privacy. L’app promette di pagare gli utenti per condividere le loro telefonate, un concetto che inizialmente ha portato a download rapidi ma che ha rapidamente sollevato campanelli d’allarme tra gli esperti. Il fondatore di Neon, Alex Kiam, afferma che i problemi di fondo sono stati risolti, anche se i dettagli rimangono vaghi.
Come funziona il neon e perché è importante
Il modello di business di Neon ruota attorno alla vendita di conversazioni registrate alle aziende che sviluppano modelli di intelligenza artificiale. Questi modelli richiedono dati vocali reali per l’addestramento, creando una richiesta di audio autentico e conversazionale. Sebbene Neon affermi di rendere anonimi i dati, i sostenitori della privacy avvertono che l’intelligenza artificiale può comunque dedurre l’identità degli utenti o informazioni sensibili anche dalle registrazioni delle chiamate anonime.
Questo è importante perché le leggi sulla registrazione delle chiamate variano in modo significativo da stato a stato. Alcune regioni richiedono il consenso di tutte le parti prima che una conversazione venga registrata, mentre altre richiedono solo il consenso di una parte. L’iterazione iniziale di Neon è stata criticata per la potenziale violazione di queste leggi, poiché gli utenti potevano registrare le chiamate all’insaputa dell’altra parte.
La soluzione: solo chiamate con partecipazione
Per risolvere i problemi legali, la nuova versione di Neon richiede che entrambi i partecipanti abbiano installato l’app. I pagamenti sono ora limitati alle chiamate tra utenti Neon, rendendolo di fatto un servizio opzionale. La struttura di pagamento parte da 20 centesimi al minuto per i primi 20 minuti giornalieri, con un limite massimo di 4 dollari. I referral offrono un potenziale di guadagno aggiuntivo, anche se i reclami degli utenti sugli app store suggeriscono che le tariffe sono già scese fino a $ 1 per i referral e 5 centesimi al minuto per le chiamate.
Il potenziale di guadagno è fortemente sbilanciato verso l’incentivazione del reclutamento degli utenti. La redditività a lungo termine dell’app dipende dalla crescita costante degli utenti, sollevando dubbi sulla sostenibilità dei pagamenti.
Permangono preoccupazioni in materia di sicurezza
Kiam sostiene che Neon ha coinvolto tre società di sicurezza informatica e ha assunto un ex CTO di una “azienda tecnologica ragionevolmente grande” per affrontare le vulnerabilità iniziali della sicurezza. Tuttavia, le specifiche di queste correzioni rimangono riservate. I termini di servizio dell’app garantiscono comunque a Neon ampi diritti di vendita, riproduzione e distribuzione delle registrazioni “in qualsiasi formato multimediale”, lasciando agli utenti un controllo limitato sui propri dati.
Il ritardo nel ritorno a iOS non è stato intenzionale, ha affermato Kiam, sottolineando l’impegno dell’azienda nei confronti della sicurezza nonostante la precedente violazione. Neon ha anche aumentato il limite di pagamento giornaliero di 30 dollari, ma la mancanza di trasparenza sulla gestione dei dati e sulle fluttuazioni dei pagamenti continua ad alimentare lo scetticismo degli utenti.
Il quadro più ampio: domanda di intelligenza artificiale e compromessi tra gli utenti
La rinascita di Neon evidenzia la crescente domanda di dati di addestramento nel settore dell’intelligenza artificiale. Le aziende sono disposte a pagare per conversazioni nel mondo reale, creando un incentivo per gli utenti a barattare la propria privacy con piccoli guadagni finanziari. L’attrattiva dell’app è comprensibile date le attuali pressioni economiche, ma i rischi a lungo termine legati alla cessione delle registrazioni delle chiamate rimangono significativi.
Le implicazioni etiche della monetizzazione delle conversazioni personali sono chiare. Gli utenti devono valutare i potenziali guadagni rispetto alla possibilità di uso improprio dei dati e di erosione della privacy. Il secondo tentativo di Neon sottolinea la tensione tra innovazione tecnologica, incentivi finanziari e tutela dei diritti individuali.


























