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Meta abbandona il VR Fitness, lasciando gli utenti e il futuro incerti

La recente decisione di Meta di smantellare efficacemente il suo ecosistema di fitness VR, un tempo promettente, in particolare spostando l’acclamata app Supernatural in “modalità di manutenzione”, ha lasciato gli utenti disillusi e solleva seri interrogativi sulla visione a lungo termine dell’azienda per la realtà virtuale. Questa non è semplicemente la chiusura di un’altra app; è un tradimento di una comunità dedicata e un passo indietro per una piattaforma che un tempo prometteva genuina accessibilità nel fitness.

Ascesa e caduta del soprannaturale

Supernatural, acquisito da Meta nel 2021, si è rivelato l’equivalente più vicino a un “Peloton per VR”. A differenza di molte altre opzioni di fitness VR – Beat Saber, FitXR, Thrill of the Fight – ha coltivato un’esperienza unica e coinvolgente attraverso musica con licenza, allenamenti basati sul ritmo e ambienti 3D coinvolgenti. Fondamentalmente, offriva coaching personalizzato attraverso presenze video 3D realistiche, creando un senso di connessione che guidava un coinvolgimento costante. L’integrazione del monitoraggio della frequenza cardiaca dell’app ha ulteriormente consolidato il suo valore come strumento di fitness legittimo.

Ora, in seguito ai licenziamenti di Meta’s Reality Labs, Supernatural è effettivamente congelato, senza nuovi contenuti, senza parole motivazionali da parte degli allenatori e senza un futuro chiaro. Questa non è solo una pausa; è un abbandono deliberato, che fa eco a chiusure simili delle passate iniziative di fitness di Meta.

Perché è importante: oltre l’app

Le azioni di Meta evidenziano un modello preoccupante: la volontà di scartare progetti che non generano immediatamente rendimenti massicci, anche se hanno favorito comunità dedicate. Il fitness VR non riguarda solo l’esercizio fisico; si tratta di rendere il movimento accessibile a coloro che lottano con le palestre o le routine tradizionali. Supernatural lo ha dimostrato attirando utenti che altrimenti non si sarebbero impegnati affatto nella realtà virtuale. L’app ha creato uno spazio unico in cui le persone si sentivano connesse, motivate e responsabilizzate. Perderlo è una grave battuta d’arresto.

La chiusura mette in luce anche le mutevoli priorità di Meta. L’azienda si sta spostando dai visori agli occhiali intelligenti, una mossa che sacrifica le comunità VR esistenti per un futuro potenzialmente redditizio ma non dimostrato.

Il quadro più ampio: il futuro incerto della realtà virtuale

Meta ha una storia di chiusure di studi e giochi, tra cui Echo Arena, un amato gioco competitivo a gravità zero. Quest’ultima ondata di chiusure – inclusi gli studi dietro Asgard’s Wrath II, Batman: Arkham Shadow e Deadpool VR – segnala un cambiamento strategico più ampio. Meta sembra più concentrato sulle funzionalità social di Horizon Worlds (nonostante l’adozione minima da parte degli utenti) e su dispositivi indossabili come gli occhiali intelligenti, piuttosto che sulle esperienze coinvolgenti che un tempo definivano le sue ambizioni VR.

Questo perno è particolarmente preoccupante dato l’emergere di concorrenti come Valve, con le sue prossime cuffie Steam Frame. Il vantaggio di Meta nella realtà virtuale a prezzi accessibili si sta erodendo e l’abbandono delle basi di utenti principali come la comunità del fitness non fa altro che accelerare tale declino.

Il costo umano

L’impatto va oltre le caratteristiche perdute; si tratta di fiducia infranta. Gli utenti hanno investito tempo, denaro ed energia emotiva in Supernatural, contando sulla sua coerenza e comunità. Ora si ritrovano con una “app zombie” e la sensazione che il loro impegno fosse usa e getta. Come ha acutamente affermato un allenatore di Supernatural, la squadra “ha amato ogni momento di questo viaggio insieme… per ogni atleta che ha scoperto quanto è forte, coraggioso e capace”. Quella connessione è interrotta.

Il futuro della realtà virtuale appare ora oscuro, anche per i veterani del settore. La crisi d’identità di Meta – il passaggio dai giochi e dal fitness alla telepresenza e ai dispositivi indossabili basati sull’intelligenza artificiale – lascia i suoi utenti fedeli a chiedersi dove sia diretta la piattaforma.

In conclusione, l’abbandono da parte di Meta del fitness in realtà virtuale non è solo una decisione aziendale; è un tradimento di una comunità appassionata e un segno che l’azienda sta dando priorità ai guadagni a breve termine rispetto alla costruzione dell’ecosistema a lungo termine. Il futuro della realtà virtuale rimane incerto, ma una cosa è chiara: la fiducia è fragile e l’abbandono degli utenti dedicati ha un costo elevato.

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