Adobe pagherà 150 milioni di dollari per risolvere la causa per l’annullamento dell’abbonamento al DOJ

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Adobe ha accettato un accordo da 150 milioni di dollari con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) per le accuse di aver deliberatamente reso inutilmente difficile la cancellazione degli abbonamenti. L’accordo include 75 milioni di dollari in pagamenti diretti e 75 milioni di dollari in crediti per servizi gratuiti per i clienti interessati.

Il caso del Dipartimento di Giustizia contro Adobe

La causa del Dipartimento di Giustizia, derivante da una raccomandazione della Federal Trade Commission del 2024, ha accusato Adobe di pratiche ingannevoli. Nello specifico, la denuncia sostiene che Adobe ha iscritto i consumatori ai suoi piani di abbonamento più costosi senza rivelarne chiaramente i termini. I clienti hanno riferito di dover affrontare costi di cancellazione nascosti, trasferimenti telefonici infiniti e chiamate bruscamente disconnesse quando tentavano di terminare i propri abbonamenti.

“Il Dipartimento di Giustizia si opporrà fermamente a qualsiasi tentativo di danneggiare gli americani con pratiche commerciali ingannevoli e sleali”, ha affermato l’assistente procuratore generale Brett Shumate in una dichiarazione del Dipartimento di Giustizia.

Dettagli della transazione e risposta di Adobe

Secondo i termini dell’accordo, Adobe contatterà in modo proattivo i clienti idonei una volta concluse le pratiche legali. La società sostiene di contestare le affermazioni del Dipartimento di Giustizia ma accoglie con favore la risoluzione.

La risposta di Adobe evidenzia una tendenza crescente nel settore tecnologico: un maggiore controllo da parte del governo sui servizi basati su abbonamento. I consumatori si lamentano da tempo dei “dark pattern” – design dell’interfaccia che inducono gli utenti ad assumere impegni indesiderati. Gli organismi di regolamentazione stanno ora reprimendo queste pratiche, segnalando un’applicazione più rigorosa delle leggi sulla tutela dei consumatori.

Transizione di leadership nel mezzo di un insediamento

L’annuncio dell’accordo è arrivato poco dopo che il CEO di Adobe Shantanu Narayen ha rivelato il suo piano di dimettersi dopo 18 anni. Anche se Narayen rimarrà nel consiglio, i tempi suggeriscono che Adobe potrebbe prepararsi a ulteriori controlli mentre affronta questi cambiamenti legali e di leadership. Nonostante ciò, la società aveva appena riportato risultati del primo trimestre migliori del previsto, ma le sue azioni sono scese brevemente in seguito all’annuncio del CEO.

L’accordo sottolinea un cambiamento fondamentale: le aziende si trovano ora ad affrontare conseguenze finanziarie reali per aver reso difficile per i clienti abbandonare i propri servizi. Ciò costituisce un precedente per altre attività basate su abbonamento per dare priorità alla trasparenza e alla facilità di cancellazione.